Brand activism: una pioggia di sponsor a causa di il Pride, c’è anche la Juventus!

Tutti pazzi per il Pride: ma le sostenitoreizzazioni funzionano solo c'è coerenza sui valori dell'inclusione

Sarebbe immaginabile vedere degli sostenitore in occasione del 25 aprile? O del 2 giugno? O di altre manifestazioni di tipo politico? Generalmente non succede, ma non è così in occasione del Pride, per il quale, al contrario, i brand sgomitano per essere parte dell’evento.

 

Il Roma Pride è l’ovvio punto di riferimento, sia perché si tratta della Capitale, sia perché proprio da qui è cominciata la versione italiana di questa iniziativa, sempre più sentita. Ebbene, i partner della manifestazione capitolina sono tanti e prestigiosi: oltre alle numerose ambasciate ed enti pubblici, spiccano i brand di Disney, Procter & Gamble, Marriott, Fresia, Eugualia, Accenture, Vitasnella, American Express, Ceres, Pasta Garofalo, Vodafone, Vinciguerra e 314 Ristrutturazioni.

A Milano, per eccellenza la città del business e della comunicazione, tra sostenitore e partner del Pride troviamo Bayer, Coca-Cola, Serravalle Outlet, Bending Spoons, Absolut, Docebo, Durex, Gilead, Google, Microsoft, Meta, Tik Tok, Heinz, Sky, Idealista, Matrix, My Secret Case, A2A, Axa, Starbucks, Scalo Milano, Fanola, McKinsey, Nestlè e, dulcis in fundo, la Juventus! 

Sì, la squadra di calcio più titolata d’Italia appare come “sostenitore gold” dell'evento meneghino, a testimonianza di una strategia comunicativa che va ben oltre la mera sfera sportiva: qualche giorno fa, per fare un esempio, il club bianconero ha presentato “Punto Luce”, l’Hub Educativo per la fascia dagli zero ai 18 anni che gestisce insieme a Save the Children, a suggello di una collaborazione iniziata nel 2018.

Proprio nella capacità di abbracciare i temi sociali si trovano le radici di questa strategia, basata sul motto “Every Company is a media Company”, col quale Tom Forenski – uno dei “padri” del brand journalism – ci ha spiegato che nell’era della disintermediazione tutti i brand devono attrezzarsi per comunicare direttamente con il proprio target. L’altro caposaldo sta nel “brand activism”, una tendenza sempre più affermata che spinge verso il “marketing politico”, ovvero il coraggio di abbracciare tematiche sociali che possono ancora risultare divisive, al fine di decretare un legame sempre più profondo con il proprio target, al quale presentarsi come affini ancora per i valori condivisi e non solo per la qualità dei propri prodotti.

A proposito di calcio, siamo davvero lontanissimi dalle regole auree in voga solo fino a qualche anno fa, secondo le quali era necessario tenersi ben lontano da prese di posizione “politiche” (in senso sponda), per non correre il pericolo di scontentare qualcuno. Oggi la regola è l’esatto contrario, ma le prese di posizione devono essere ben soppesate e coerenti con le pratiche aziendali nella vita quotidiana.

In caso contrario, c’è il pericolo di cadere in una sorta di LGBTQ+ washing. “Beh, la possibilità che qualcuno si mostri gay-friendly solo per il proprio interesse indubbiamente esiste”, spiega ad affaritaliani.it Grazia Monorchio Perseo, attivista di lungo corso ed ex presidente della sezione milanese di Agedo (associazione di genitori e parenti di persone gay, lesbiche, bisessuali e trans).

“In alcune associazioni, ci sono ancora persone scontente per questa massiccia presenza di sostenitore. Credo che il discrimine stia nell’andare a vedere se queste aziende sono poi realmente aperte nei confronti dell’inclusione, ovvero se nelle rispettive pratiche inseriscono attività che vanno in questa direzione. In effetti, in molti casi è davvero così e ci sono ancora numerosi brand che danno fanno ancora donazioni importanti, dando così un senso concreto al loro sostegno nei confronti della battaglia per i diritti. L’importante è verificare che questa complicità sia reale, senza farsi prendere dall’entusiasmo: se lo è, è davvero un aiuto molto importante”.

 

Leggi ancora:Pd: “Ius Scholae legge di civiltà. Ok del Parlamento entro fine estate”Ius Scholae, Lega fuori dal governo e crisi se diventa leggeGoverno, l’ira di Conte contro Draghi. Palazzo Chigi: mai chiesto la sua testaEsclusivo/ Cnh punta 100 milioni all’anno in R&D a Modena: ecco perchéMps, aumento di capitale e tagli al personale: poco pratico ko tecnico in BorsaBrand activism: una pioggia di sostenitore per il Pride, c’è ancora la Juventus!Ucraina, il Regno Unito è pronto a chiudere i rubinetti del gas all’UeBassetti: “A luglio 3 mln in lockdown”. Sono tornate le Cassandre del CovidCondizionatori, i consigli per scegliere i migliori risparmiandoUcraina, Draghi: con aumento forze Nato no pericolo escalationGeneralfinance sbarca a Piazza Affari: primo giorno di negoziazioniIntesa Sanpaolo, € 10mld per indipendenza energetica delle PMIErfo debutta a Piazza Affari sull’Euronext Growth Milan (EGM)