Monte Suello, oltre 2mila alpini per un’adunata da ricordare

Più di cinquanta gagliardetti, quasi 2000 penne nere: questi i numeri della grande sfilata che da Nozza, passando per Mocenigo, ha portato gli alpini della Montesuello a chiudere a Vestone la 68esima adunata sezionale, festeggiata dopo gli anni della pandemia. Tanti i sindaci e le autorità presenti, ai quali è stato presentato l’appello per l’introduzione del servizio civile forzato: «L’associazione nazionale alpini finirà, non i nostri valori» ha detto il presidente Poinelli.

Dal sopralzo che domina la piazza, gli interventi. Dopo Marco Scaglia e Marco Melzani, capigruppo di Vestone e di Nozza, il sindaco Roberto Facchi ha posto l’accento sull’alpinità di Vestone, col monumento in granito dell’Adamello, l’auditorium intitolato a Mario Rigoni Stern, la piazza stessa dove si trovavano, le vie Reverberi e Battaglion Vestone, le due sedi dei gruppi, i cinque cittadini onorari vestonesi tutti alpini.

Il saluto di tutti i sindaci presenti, molti dei quali non a caso col cappello alpino in testa, è stato dato dal presidente della Comunità montana Giovanmaria Flocchini, che ha ricordato come le Penne nere abbiano vissuto tragedie che sfortunatamente sono ancora oggi l’attualità.